Una collezione di racconti realizzata in collaborazione con l’associazione letteraria Il Carro delle Muse, ambientati nel cuore delle Dolomiti.

 

Nonno Cirmolone (parte 2)

“Eccomi nonno! Sono pronto per la nuova lezione! Dall’emozione… quasi non ho dormito stanotte!”

“Bene, s’impara sempre qualcosa dal silenzio… e dal Creato che ci sta attorno, dal vento, dal cielo, dalla Luna e perfino dai nostri piccoli amici funghi, che ci aiutano spesso quando siamo in difficoltà!” Disse il nonno.

“I funghi? Così piccoli e insignificanti che ci fanno il solletico?”

“Non tirare conclusioni frettolose, Cirmoletto…”

“Beh… cosa possono fare quei microbi, per dei personaggi maestosi come noi?”

“Sei anche un bel presuntuoso!” Scherzò Cirmolone.

Cirmoletto abbassò le fronde:

“Scusami, nonno!” Disse pentito.

“Così va meglio… – riprese – dunque, tra noi c’è una grande collaborazione… i funghi ci aiutano ad assorbire il nutrimento dalla terra.”

“Oh! E noi, non facciamo nulla per loro?”

“Ma, certamente! Spingendo le radici nel terreno, assorbiamo l’acquada falde profonde cui loro non potrebbero mai arrivare e gliene diamo un po’ e, con quest’acqua, i bravi funghi estraggono i nutrienti dalla terra e ne danno una parte a noi!”

“Oh… che meraviglia, vero, nonno? La terra l’abbiamo in comune con i funghi, infatti… e spesso ci stanno quasi addosso!”

“Sì e anche l’aria, assieme alla terra, ci aiuta a trasportare emozioni e stati d’animo, perché c’è una chimica attorno che l’umano non sa percepire, al contrario di noi, che ci dà l’esatta immagine di ciò che avviene anche lontano da qui!”

Chimica…?”

“Ci basta un insetto che si posi su un ramo per comprendere le condizioni di tutto il bosco! E per questo, nel tempo, ci siamo costruiti una fitta trama di radici, la www, ossia, la Wood Wide Web[1], una specie di internet (come la chiamano gli umani, che hanno copiato da noi) del mondo vegetale!”

“Ci scambiamo notizie, va tutto bene… ma a che cosa ci servono? E, che altro facciamo ancora, nonno?”

“Se dovessi dirti tutto… non ci basterebbero cento anni! – Disse – Comunque noi, per esempio, non buttiamo via l’informazione che ha portato quell’insetto: la studiamo e la cataloghiamo. Poi, ci comportiamo di conseguenza: difesa o attacco, secondo quello che ci aspetta! Per ora, però, mi limiterò a parlarti delle cose più importanti e poi, man mano che si presenteranno, approfondiremo le varie situazioni, ti va?”

“Altroché! Sono sempre prontissimo …”

“Allora… incominciamo a fare conoscenza con… noi stessi! Vedi, noi piante siamo degli esseri timidi per natura, molto rispettosi dell’ambiente e delle altre creature, quindi, prima di radicarci definitivamente in una certa posizione nel bosco, facciamo un’attenta analisi della terra e del luogo. Ci sono terreni in cui gli umani scaricano nutrienti velenosi, spruzzano liquidi che magari ci liberano da insetti noiosi ma ci bruciano le fibre… noi, con le nostre radici, però, piano piano ci  spingiamo il più lontano possibile, fino a trovare un terreno adatto alla nostra salute…”

“… che poi è legata anche a quella degli umani, vero?” Lo interruppe Cirmoletto.

“Bravo, vedo che non hai dimenticato le nostre chiacchierate precedenti… è proprio così: se noi siamo sani, siamo più efficienti nel trasformare in ossigeno l’anidride carbonica prodotta dagli umani!”

“E trasformiamo un veleno in una cosa che fa bene alla salute!” Sottolineò Cirmoletto.

“Proprio così – disse il nonno sorridendo – ma continuiamo con il nostro discorso… dunque, quando abbiamo trovato il terreno giusto, lasciamo che il nostro tronco si rafforzi, badando bene che i grandi rami non tolgano la luce e il sole alle altre piante che ci stanno attorno!”

“Ma… quei due cirmoli che fanno ombra al cugino Smilzetto, perché si sono comportati così, allora?”

“Forse non avevano altra scelta per sopravvivere, o forse, le cose sono cambiate nel tempo e Smilzetto avrà voluto rinforzarsi, allargandosi un po’ troppo!”

“La Natura non perdona mai?”

“Avendoci dato gli strumenti per difenderci e le norme per non nuocere agli altri, madre Natura si aspetta che noi teniamo conto che la vita è generosa con tutti ma solo se tutti rispettano le sue leggi!”

“E, gli umani… che cosa fanno?”

Gli umani sono troppo presuntuosi per ubbidire a qualcuno, credono di avere ogni diritto su tutta la Terra e, quindi, anche su di noi…”

“Come mai si sono fatti quest’idea?”

“Perché si sono allontanati troppo dalla vita vera, quella fatta di vento, di sole, di pioggia… si appestano con fumi nocivi, avvelenano l’atmosfera con mille ordigni puzzolenti e velenosi… non sanno neppure più cosa significhi aria pura!”

“Ma, perché, nonno, perché lo fanno?”

“Per l’avidità e per la fretta… vogliono tutto e subito, non sanno aspettare, e così rischiano moltissimo!”

“Anche la vita?”

“Certo, anche la vita! La Natura ha i suoi ritmi, ognuno di noi ha cercato di adeguarsi, ma gli umani… no, vorrebbero sottometterla e, qualche volta sembra che ci siano riusciti… ma io sono certo che un brutto giorno si troveranno in qualche situazione difficile da cui non potranno venir fuori…

“Lo sanno di sbagliare?”

“Molti umani di scienza ne parlano, ma sono per lo più considerati dei codardi che hanno paura di tutto!”

“Mi avevi sempre detto che loro sono gli esseri più intelligenti della Terra…”

“Eh… beh… magari fosse così! Caro Cirmoletto, purtroppo ne vedremo delle belle… perché intelligenza e stupidità sono molto simili: con la prima gli umani credono alle persone sagge, dotte, illuminate e con la seconda, si bevono gli inganni dei furbastri che fanno credere loro che avranno molto di più, comportandosi male.”

“Sembra che abbiano un po’ di ragione, però!”

“A breve termine, forse, qualche volta… ma, a lungo termine, stanne certo, dovranno pagare un prezzo altissimo!”

“Nessuno li ha avvisati di questo pericolo?”

“Ma certo, purtroppo, però si sono lasciati convincere dai facili guadagni e – poiché non hanno mai avuto pazienza – non aspettano di vedere come va a finire la storia prima di buttarcisi dentro! Credono alle fanfaluche altrui e, quando capiscono di aver sbagliato… il danno è ormai fatto!”

“Penseranno di noi che siamo cretini!”

“Oh, sì, certamente, ritengono che noi siamo così solo perché non abbiamo il cervello come il loro… ma noi, siamo rispettosi della Natura non certo per stupidità, bensì perché abbiamo capito… sappiamo che nel nostro DNA c’è tutta la storia del pianeta Terra, ma anche dell’universo intero e, quindi, temiamo quello che, di certo, succederà: loro non sanno nulla, invece, perché… sono degli autentici ignoranti!”

[1] Da Focus: Una ricerca dell’università della California, a Riverside, ha svelato il segreto di questa collaborazione tra piante.

 

Loredana Reppucci
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Immagine di Sara Sieff