Una collezione di racconti realizzata in collaborazione con l’associazione letteraria Il Carro delle Muse, ambientati nel cuore delle Dolomiti.

 

Marmottone e … famiglia (parte 1)

“Finalmente siamo arrivati!” Disse mamma Marmotta guardandosi attorno soddisfatta. Papà Marmottone scaricò quanto aveva caricato sui suoi tre figli: Uno, Due e Tre e poche altre provviste, trascinate da sua moglie e dalla figlioletta, Marmottina.

Erano stati invitati tutti da una delle sue amiche che, da quando aveva messo su casa, aveva deciso di andare ad abitare proprio lassù, vicinissimo ai Monti Pallidi di cui si sentiva tanto parlare… e Marmotta, doveva riconoscere che il posto era stupendo! Aveva la netta sensazione che tutti loro avrebbero trascorso delle vacanze indimenticabili.  La tana in cui erano state ospitate dall’amica Marmottella era davvero lussuosa, ampia e con molte gallerie, ognuna con vista sull’esterno e che rivelava uno spicchio di quel panorama che non si sapeva dove rivolgere lo sguardo da quanto tutto era bello.

I ragazzi di Marmottella erano molto disinvolti e simpatici: avevano girato un po’ il mondo e avevano milioni di cose da raccontarsi con i suoi Uno, Due e Tre che, essendo un po’ più giovani, erano tutt’orecchi e avidi di novità!

Dopo poche ore che erano assieme, si era creata una tale atmosfera di simpatia fra tutti che, nell’aria si sentivano soltanto risate e allegria. Ben presto si erano avvicinate anche altre amiche con le loro figliolanze e quel piccolo altipiano era diventato il luogo più frequentato e ambito di tutta la zona.

Le giornate erano bellissime, il cielo azzurro faceva risaltare le sagome delle montagne che ora apparivano grigie… ma da quando sarebbe sorto il sole fino a sera, si sarebbero colorate di mille sfumature rosa. Mentre i grandi se ne stavano lì, sdraiati in attesa del caldo per discutere sulle novità della stagione, i giovani si esibivano in capriole, salti e mille altre acrobazie.

A Marmottina piaceva molto giocare con il più grande dei giovani che stavano da Marmottella: un bellissimo amichetto che si chiamava Marmot ed era appunto un suo nipote. Quello era un vulcano d’idee, le aveva insegnato a rotolarsi nei pendii, a saltare tra i cespugli per afferrare un fruttino delizioso, la faceva ridere esibendosi in una corsa tutta a capriole… lei era davvero incantata!

Un giorno, correndo di qua e di là, senza nemmeno accorgersene, si era allontanata dal gruppo e, tutt’a un tratto, si era trovata sola, con di fronte, poco lontano da lei e tra due cespugli, il muso di una volpe che seguiva con lo sguardo tutti i suoi movimenti. Le si era gelato il sangue per la paura! Si era guardata attorno: nessuno! Era stata una sciocca ad allontanarsi troppo dal suo gruppo e ora non sapeva più che cosa fare! Chiamò le sue amiche, i suoi amici, ma con tutto quel brusìo la sua voce si perdeva nell’eco e nessuno rispondeva.

Dal canto suo, Marmot che l’aveva persa di vista, stava perlustrando con lo sguardo attento tutto il pianoro, quando finalmente vide la scena. Rapidamente chiamò a raccolta tutti suoi amici e diede il via a un fischio acuto, imitato subito da tutti i presenti.

Il fischio, quindi, dilagò in tutte le direzioni e altre marmotte si unirono a quel concerto, avendo capito che doveva esserci davvero un grosso pericolo da quelle parti e cercando di aiutare quel giovane che aveva dato l’allarme.

Anche papà Marmottone, vedendo la sua piccola

in difficoltà, ce la mise tutta. Nell’aria c’era un guazzabuglio di fischi, di urli e le mamme erano tutte in trepidazione…

Accompagnato dai suoi amici che facevano da rinforzo, finalmente Marmot raggiunse la piccola e, incitò gli altri a scorrazzare tutt’attorno disordinatamente, fischiando con il tono più acuto e fastidioso possibile, per confondere e impedire alla volpe di avvicinarsi a Marmottina. Riuscì, quindi, a fare sempre più spazio tra la sua amichetta e la volpe, che, spaventata da tutto quel chiasso, se la diede a gambe levate! Marmottina tremava come una foglia, corse a rifugiarsi tra le zampe di Mamma Marmotta e, finalmente, si acquietò.

Tutti le andarono attorno per vedere come stava e nessuno si curava di Marmot che era stato così abile da salvarla, dopo aver organizzato quella confusione di chiasso e di fischi fino a risolvere brillantemente il problema.

La piccola imprudente, però, non se n’era dimenticata… si guardò attorno cercando con lo sguardo il suo salvatore che stava fermo poco distante su una gobba del terreno, dritto e vigile. Quell’occhiata tenera e riconoscente bastò a Marmot per raggiungere festoso la sua giovane amica. Si strofinarono i musetti e Marmottina lo ringraziò calmandosi, felice e contenta.

“Per festeggiare l’ottimo finale di quest’avventura, organizziamo per domani una bella gita fino ai piedi delle montagne pallide!” Propose Marmot e tutti accettarono l’idea con entusiasmo.

Il giorno dopo, quando il primo raggio di sole sgusciando tra i picchi imponenti, aveva illuminato all’improvviso tutto il pianoro, dalle tante uscite della tana, misero fuori il musetto marmotte e marmottine che avevano stentato a dormire per l’agitazione della prossima gita. Le mamme avevano preparato del cibo per i più piccoli, i giovani erano tutti fuori pronti alla scampagnata. Marmot era il più disinvolto e propose di fare delle piccole squadre, poi suggerì che un gruppetto di giovani partisse un po’ prima per controllare che nell’ambiente non ci fossero pericoli ed evitare che qualcosa potesse guastare l’allegria della giornata.

Marmottina si schierò subito nel gruppo di Marmot che fu molto lusingato della sua scelta e lei lo corrispose con uno sguardo d’intesa. Si sentiva molto spavalda, stando vicina al suo salvatore!

 (continua) – Seconda parte esce domenica 19 luglio 2020

 

Loredana Reppucci
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Immagine di Sara Sieff