Una collezione di racconti realizzata in collaborazione con l’associazione letteraria Il Carro delle Muse, ambientati nel cuore delle Dolomiti.

 

Cirmoletto e la Scuola (parte 2)

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Cirmoletto era rimasto molto stupito, quando il nonno gli aveva assicurato che, lungi dal portare sfortuna, i gufi, al contrario, sono apprezzati in molti paesi del mondo. Così era ansioso di saperne di più e di poter magari sbugiardare il suo superstizioso compagno di scuola.

“Oh, nonno… eccoti finalmente!” Gridò festoso, sentendo stormire le fronde sopra di sé.

“Che c’è, altri problemi di gufi?”

“No, no… non ci sono problemi, vorrei però che mi parlassi ancora di questi strani uccelli notturni!”

“Perché non lo chiedi al tuo maestro? – Ribatté il vecchio Cirmolone – La scuola è una cosa importante, le nozioni si condividono e, infine, la cultura è ricchezza.”

“Pensi che potrei farlo senza sembrare sfacciato?”

“Ma certamente e l’Elfo maestro, che sa tante cose più di me, potrebbe spiegarlo anche a tutti gli altri scolaretti, incluso il tuo compagno che crede al malaugurio!” Gli rispose il nonno.

“Stasera lo farò.” Disse Cirmoletto con molta decisione.

Infatti, dopo il calar del sole, quando il colore del cielo incominciò a passare dall’azzurro al violetto e le prime stelle a brillare qua e là, ebbero inizio le lezioni. Cirmoletto alzò un ramo per chiedere la parola.

“Signor maestro, alcuni dicono che i gufi portano disgrazie… volevo sapere se questo è vero o è una bugia!”

L’Elfo maestro fece lampeggiare il cielo, per segnalare che aveva accolto la domanda e si accingeva a rispondere.

“Certe strane idee possono venire solo agli umani, forse… ma non dovrebbero mai attraversare la mente di un essere così legato alla Natura e intuitivo, come può esserlo un pino fiero e forte come te!”

Cirmoletto arrossì dalla gioia e si dispose ad ascoltare l’Elfo maestro.

“Dunque… – incominciò quello – tutti sappiamo che la Natura non crea mai esseri inutili e tanto meno dannosi, quindi. In verità, gli umani definiscono dannose le creature che disturbano il loro benessere, ma anche i… loro comodacci! Se i gufi fossero davvero nocivi, la Natura interverrebbe subito per mettere a posto le cose: bisogna fidarsi e lasciarla fare! Soltanto l’ignoranza può dar luogo a errori così grossolani. Il bosco, le montagne, i prati… vivono tutti in una perfetta simbiosi con ogni altro essere, inclusi gli umani, anche se non tutti collaborano… quindi lavorano indefessamente per mantenere l’equilibrio della Vita!”

“E… gli umani?”

“Eh, caro Cirmoletto… gli umani dicono di amare il bosco, ma si lamentano che la strada è scoscesa, che ci sono troppi mosconi a ronzare attorno, che le radici degli alberi fanno storcere le caviglie… in realtà vorrebbero gironzolare nel bosco camminando su strade asfaltate! Meglio che i boschi… se li guardino al cinema o in televisione! Ah! Ah! Ah!”

“E i gufi, invece? Come agiscono?” Chiese Cirmoletto, avido di sapere.

“Secondo te, non fanno parte anche loro della Natura?”

“Sì… ma… non so come possano collaborare al benessere del mondo!”

“Ogni gufo – e ce ne sono diverse specie – ha un compito importante nell’ecosistema, per esempio è proprio lui a regolare la popolazione dei roditori, di certi insetti nocivi… senza i gufi che ogni notte sfruttano l’oscurità per cacciare, tutto il pianeta sarebbe invaso da topi, pantegane e altri ratti portatori di malattie! Bisognerebbe proteggere i gufi di tutte le loro diverse specie!”

“Oh…” Cirmoletto aveva il viso colmo di stupore.

“C’è una specie di gufi assai piccoli… per esempio, i Gufi Elfo, che collaborano da millenni con noi, per sistemare parassiti di minori dimensioni, essendo capaci di catturare scorpioni, gechi, millepiedi, grilli e proteggerci da infezioni e malattie… il Cielo stesso li guida e un antico proverbio dice: c’è sempre un gufo tra le stelle!”

“Sono molto sorpreso…” Confessò Cirmoletto.

“Un poeta, tra gli umani, sostiene che il gufo ha le stelle negli occhi e in molti Paesi, infatti, gode di un’ottima fama, come simbolo di saggezza e di spiritualità.”

“Ma, allora, perché dicono che porti sfortuna?”

“Gli umani, nonostante i loro studi, sono molto materialisti e superstiziosi, hanno paura di quello che non conoscono e, piuttosto che cercare la Verità, preferiscono inventarsi dei tabù da temere… i gufi sono misteriosi, i loro occhi frugano la notte, la loro voce rompe il silenzio, così ognuno di loro, solenne e dignitoso, diventa uno spauracchio da sventolare all’occorrenza!”

“Incredibile… ma le cose non stanno così, vero?” Disse Cirmoletto.

L’Elfo maestro assunse un’aria molto seria e importante:

“Simbolo della saggezza acquisita nella solitudine, costretto a riflettere come gli eremiti, il Gufo conosce la magia, è amico degli Elfi, degli Dei, degli spiritelli notturni, ma non ha mai agito contro la Natura!” Disse.

Cirmoletto pensò quanto era bello andare a scuola, con tutte queste cose da imparare!

Cercò Cirmolone e, appena quello abbassò la sua folta chioma verso il nipotino, gli disse:

“Nonno, avevi ragione, sai, quando mi dicevi che la cultura è ricchezza: oggi ho imparato moltissime cose… e sono felice di poter frequentare una scuola!”

Cirmolone si gonfiò di soddisfazione e di orgoglio, vedendo il suo nipotino così disposto a imparare.

“Bravo, Cirmoletto, hai compreso una delle cose più importanti della Vita: solo la verità ci rende liberi da pregiudizi e falsità!”

 

Loredana Reppucci
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Immagine di Sara Sieff