Una collezione di racconti realizzata in collaborazione con l’associazione letteraria Il Carro delle Muse, ambientati nel cuore delle Dolomiti.

 

Accadde Domani (parte 1)

Storia fantastica ma non troppo !

Parte 2 in uscita il 12 gennaio 2020, ore 10.30!

 

Davanti al mio portatile, improvvisamente, vedo formarsi un piccolo vortice, come una tromba d’aria in miniatura. Guardo allibita, chiedendomi di cosa si tratti, quando il vortice si trasforma in una specie di stringa fluttuante che continua a trasformarsi, ora in una specie di matassa, ora in una sorta di filamento che cambia spessore e forma, molto rapidamente…

“Ma che diavolo…” Mi dico, balzando dalla sedia, mentre una solenne sghignazzata echeggia attorno.

“Chi si permette di ridere?” Chiedo, quindi, con voce autoritaria, non sapendo ancora a chi sto parlando.

“Siamo qui! Susy e Tom, i tuoi vecchi amici… non ti ricordi più di noi?”

Frugo invano nella memoria:

“A dire il vero… non so… amici? Quando? E dove?” Chiedo imbarazzata.

“Più o meno, nel duemila e diciannove… Italia… pianeta Terra…”

“A quell’epoca… avevo appena ottantadue anni! Stiamo parlando di… quanto tempo fa? Bohhh! E… questo strano oggetto sibilante che si agita cos’è?”

“Un regalo per te: Il manuale d’oro, che ti è stato assegnato dal nostro tetra-club.

Tetraclub… manuale d’oro? Per farne che?”

“Per consultarlo, no? È il Tetrabook d’oro… tetra sta per quattro… ehi! svegliati: sono le nuove dimensioni… il manuale contiene un traduttore automatico per le lingue galattiche… così potrai anche tu comunicare con noi!”

“Ah, quand’è così… – Faccio io, perplessa – e, quella specie di… magma che serpeggia nell’aria… sarebbe un libro?”

“Ecco: si chiama Tetrabook, appunto perché è stampato in quadridimensionale… ma dovrai scaricare un’APP dal computer per poterlo vedere e leggere in tre dimensioni” Spiega Tom.

Sono senza parole, assolutamente basita.

“ Ti ricordi ancora dello spazio-tempo e di Einstein?” Dice Susy, preoccupata dalle mie domande.

“Beh – rispondo io – sì, me ne ricordo bene… abbastanza, insomma!”

“Lui aveva ipotizzato per primo che la quarta dimensione fosse il tempo: geniale, no?” Aggiunge Tom.

“Quindi… era vero?” Chiedo io, che incomincio a capire qualcosa.

“Altroché!”

“E voi… ma… come… – gli interrogativi sono tanti e si accavallano nella mia mente, uno sull’altro – c’è ancora qualcuno lì, che conoscevo, oltre a voi?”

“Da noi c’è un pro-pro-pro…nipote di Einstein, un caro amico, appunto… ha un istituto di bellezza.”

“Un istituto di bellezza? Non ha seguito le orme dei suoi avi scienziati?”

“Sì, certo. Infatti, nel nostro mondo, non ci sono più anziani né vecchi: troppo costosi da mantenere, non ti pare? Lui, Albert Einstein Sesto, ha avuto il famoso premio Andromeda per la bioscienza e l’hanno fatto pure ministro della Salute: li fa ringiovanire tutti.”

“E come fa?”

“Dovresti immaginarlo… – risponde Tom – li fa correre.”

“Ah… fanno footing, beh… come noi, del resto.” Confermo io.

“Ma quale footing! Quelli devono scegliere l’età che preferiscono, quindi: prima li si manda indietro nel tempo e poi… devono correre continuamente alla velocità della luce… così,  restano giovani[1]!”

“E… se uno si ferma a riposare?”

“Mai! Precipiterebbe all’istante alla sua vera età terrestre… due o trecento anni dopo, almeno!”

“Caspita, Tom! E voi… cosa ci fate con lo spazio-tempo? Perché non mi raccontate qualcosa, ogni tanto?”

 

“Che cosa facciamo noi? I più colti… fanno largo uso del Cronotopo[2]. È molto più pratico, si può andare avanti e indietro nel tempo e nello spazio, per cui puoi arrivare a destinazione, prima d’essere partito e, quindi, eviti il viaggio, dato che sei già arrivato. Oppure, puoi entrare nei buchi neri e uscire dall’altra parte, dove c’è l’antimateria… quanto a leggere e scrivere, per comunicare con te, non ne abbiamo bisogno: ci basta proiettare un tetra-ologramma, come avvenuto oggi!”

Susy, preoccupata dei miei ricordi scolastici, mi chiede: “Sai cosa sia un ologramma[3], vero?”

“Sì, sì – dico io timidamente – è una figura tridimensionale che si crea con raggi laser e specchietti…”

“Specchietti…ah, ah, ah! sei rimasta un po’ indietro! Il nostro è quadri-dimensionale, ovviamente.” Spiega Tom.

“E come fate a proiettarlo?” Chiedo io.

“Semplicissimo: si compra un lapis quantico in qualunque tetra-market!” Interviene Susy.

“Un lapis… che…?”

“Un lapis quantico! È una penna a raggi laser che utilizza fotoni polarizzati ad alta energia e ti consente di scrivere… oh, scusa, di creare un ologramma quadridimensionale read & write. Il tetra-market, invece, è qualcosa tipo le vostre grandi cartolerie… chiaro?”

“Oh, chiarissimo. – Dico io, poco convinta – E… come fate a entrare e uscire dai Buchi Neri senza disintegrarvi?”

“Beh… chi lo vuol fare… deve per forza praticare il surf nel black hole[4], come noi! – Risponde Susy, con aria saccente – Con una tavola a bosoni, si fa surfing sull’orizzonte degli eventi[5]… poi ci si tuffa nel Buco Nero e si esce dall’altra parte come antimateria. È uno sport per persone molto abili, tuttavia… ed è anche un po’ pericoloso: non puoi farti aiutare da un altro, per esempio, finché sei materia. Se tocchi uno che è antimateria, ci si disintegra entrambi. Puoi farlo solo quando anche tu sei diventato antimateria! Lo stesso per tornare dall’antimateria alla materia… certo, se non ci riesci… puoi entrare come persona e uscire come raggio gamma! Ci vuole bravura, insomma. Tom ha vinto la medaglia d’oro di black hole surfing alle Olimpiadi Intergalattiche di due anni solari fa.”

“E per tornare indietro, nello spazio-tempo, come fate?” Chiedo io.

“Lo sai che il cronotopo, o spazio-tempo come lo chiami tu, si comporta un po’ come l’anello di Möbius [6], no?” Spiega Tom.

“Certo che lo so.” Rispondo io coraggiosamente.

“In alcuni casi, inoltre, se c’è troppa gravità, si arrotola come un papiro…”

“Già.”

“Ogni tanto, però, si apre un worm hole[7], ossia un cunicolo che ti consente di passare nella parte più esterna o più interna del papiro arrotolato. Non procedi sul piano del foglio, come facciamo nella vita normale, ma come un tarlo, puoi bucare lo spazio tempo e andare avanti o indietro di qualche anno, secolo, o anche più: dipende da quanto e in che  modo si sta arrotolando! Se vai in direzione dell’esterno, però, vai nel futuro mentre, se vai verso l’interno, vai nel passato.”.

“Si dovranno fare dei bei calcoli, per azzeccare il posto esatto in cui andare!”

“I nostri tetra-computer, sono già programmati per questo: sennò, come faresti a prevedere l’obiettivo se ogni parte del papiro, mentre stai viaggiando, si sposta di qua e di là, con velocità sempre diverse?”

“È semplicemente pazzesco, sono confusa e non so cosa pensare…”

[1] Secondo la teoria della relatività ristretta di Einstein, viaggiando alla velocità della luce, il tempo si dilata avvicinandosi ai famosi 300.000 km/secondo e quindi, l’età non avanza. Questo effetto non si è potuto verificare sull’uomo, per la difficoltà di raggiungere tali velocità, ma è stato confermato da osservazioni su particelle elementari come i “muoni”.

[2] In fisica, spazio a quattro dimensioni, introdotto da H. Minkowski (1908), per mettere in luce lo stretto legame fra lo spazio e il tempo, stabilito dalla teoria della relatività. Dal greco, chrónos ‘tempo’ e tópos ‘luogo’.

[3] Immagine tridimensionale di un oggetto su lastra fotografica ottenuta sfruttando l’interferenza di due fasci di luce laser, uno diffratto dall’oggetto e l’altro riflesso da uno specchio.

[4] blackhole =  buco nero.

[5] L’orizzonte degli eventi è un concetto collegato ai buchi neri, una previsione teorica della relatività generale. È definito come la superficie limite, oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno.

[6] In matematica, e più precisamente in topologia, il nastro di Möbius è un esempio di superficie non orientabile.

[7] Letteralmente “buco di verme”, è un cunicolo spazio temporale che costituisce una specie di scorciatoia tra due settori del cronotopo.

 

Loredana Reppucci
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